Con la classe terza abbiamo letto l’albo “La giostra”… una storia delicata che ci ha permesso di avvicinarci al tema con sensibilità e rispetto.
In quinta, invece, siamo partiti da un approfondimento sulle pietre d’inciampo, per comprendere come la memoria viva anche nelle nostre strade e nei piccoli gesti quotidiani. Successivamente abbiamo ascoltato le parole di Liliana Segre, che ci hanno fatto conoscere, attraverso la sua testimonianza, la tristezza e la sofferenza vissute dai deportati.
Il percorso si è concluso con un momento collettivo e profondamente condiviso: ogni bambino ha realizzato un papavero, lasciando il proprio segno su un cartellone. Un gesto semplice ma carico di significato, per ricordare che, anche dopo il dolore, i fiori possono rinascere e tornare a sbocciare.
Parlare di memoria a scuola significa educare al rispetto, all’empatia e alla consapevolezza, affinché ciò che è stato non venga mai dimenticato.
Parlare di memoria a scuola significa educare al rispetto, all’empatia e alla consapevolezza, affinché ciò che è stato non venga mai dimenticato.
“Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l'indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare.”
Liliana Segre




