martedì 8 marzo 2022
sabato 5 marzo 2022
No. Nessuno è così folle da volere un conflitto internazionale. Lunedì 28 febbraio 2022 c’è stato un incontro tra i vertici dello Stato russo e di quello ucraino, per trovare una soluzione. Mosca ha presentato alcune condizioni per la fine delle operazioni militari (cessione Crimea, neutralità dell'Ucraina ecc...) e le parti si riaggiorneranno nei prossimi giorni. Tutto dipende da questa trattativa.
Il trattato istitutivo della NATO, il Patto Atlantico fu firmato a Washington il 4 aprile 1949, ed entrò in vigore il 24 agosto dello stesso anno. Attualmente, fanno parte della NATO 30 Stati del mondo. Ha sede a Bruxelles e l’Ucraina vorrebbe aderirvi per rafforzare la sua posizione.
Sanzioni. Le sanzioni sono azioni intraprese da Stati; istituti sovranazionali, come l'Unione Europea; organizzazioni internazionali, come la Nazioni Unite, nei confronti di un Paese per impedirgli di agire in modo aggressivo o per punire una violazione del diritto internazionale. L'obiettivo è quello di determinare un cambiamento nella politica o nell'attività del Paese di destinazione, evitando lo scoppio del conflitto. Spesso progettate per danneggiare l'economia, prevedono in realtà una varietà di forme: divieti di viaggio, embargo sulle armi, restrizione del movimento dei capitali, riduzione degli aiuti dall'estero e restrizioni commerciali.
Il presidente Joe Biden ha vietato l'esportazione, la vendita, la fornitura di beni, servizi e tecnologie dagli Stati Uniti alle due repubbliche separatiste nell'Ucraina orientale.
Guerra ibrida. Una guerra ibrida è una strategia militare che impiega una guerra politica e mescola una guerra convenzionale (condotta impiegando armi militari e tattiche di battaglia) e una guerra cibernetica (l'uso di tecnologie elettroniche, informatiche e dei sistemi di telecomunicazione) con altri metodi di influenza, come fake news.
Negoziato. In queste ore avete sentito questa parola. Sono trattative che precedono la stipulazione di un accordo diplomatico, di un contratto, di un patto che dev’essere rispettato da chi lo fa.
Chernobyl. Località ucraina dove il 26 aprile 1986 si verificò il più disastroso incidente occorso ad una centrale nucleare della storia europea, rendendo radioattiva inagibile la zona per decenni. Durante i primi giorni del conflitto questo luogo è stato al centro di una serrata battaglia tra forze russe e ucraine, con conseguente preoccupazione per eventuali danni al reattore della centrale. Ora il territorio è controllato dall'esercito russo.
venerdì 4 marzo 2022
Il capo del Governo della Russia, è una ex spia dei famosi servizi segreti del Paese. È al Governo da più di vent’anni. Lui non sta al potere perché usa solo la violenza ma vince perché la maggioranza dei russi crede nella sua idea di realizzare una grande potenza mondiale come la Cina. Putin vuole fare un impero. È un uomo solo al comando con un grande potere.
Si tratta di una questione geo-politica. Putin vuole riaffermare che la Russia ha diritto ad avere uno spazio “vuoto” (l’Ucraina) tra le sue frontiere e la potenza occidentale. I russi hanno l’ossessione, nel caso scoppiasse la guerra, di essere assediati. Avere l’Ucraina nelle loro mani permetterebbe uno spazio di manovra.
No. L’Ucraina per il mondo occidentale non rappresenta alcun interesse mentre la Russia è un produttore di materie prime, gas, petrolio, grano. C’è un interesse solo geo-politico da parte della Russia e degli Stati Uniti. L’unico rischio che corriamo è che possa crescere il costo della benzina e del gas qualora la Russia non lo vendesse più a noi perché ci siamo schierati con l’Ucraina. L’altro problema è la fuga delle persone: molti potrebbero scappare nei nostri Paesi.
giovedì 3 marzo 2022
L’Ucraina è una sterminata pianura solcata da grandi fiumi (il Dnepr, il Donec, il Dnestr) dove grazie a questa mancanza di confini naturali (le montagne) ci sono state da sempre invasioni di diversi popoli. Dal 1919 fino al 1960, l’Ucraina, faceva parte dell’Unione Sovietica.
C’è una data da non dimenticare nella storia dell’Ucraina ed è forse il principio del conflitto tra Russia e Ucraina: tra il 1932 e il 1933, milioni di ucraini morirono di fame. Stalin, il capo dell’Unione Sovietica, decise di prendere tutte le terre: i contadini non ricevettero più uno stipendio ma una quota dei beni prodotti. Molti si opposero a questa decisione e vennero ammazzati: chiunque fosse stato trovato a nascondere qualcosa da mangiare, anche solo delle bucce di patata, sarebbe stato fucilato. Altri morirono di fame. Ancora oggi questa tragedia è una delle ragioni del risentimento degli ucraini verso i russi.
Nel Donbass furono realizzati grandi insediamenti siderurgici che hanno attratto la popolazione russa. Gran parte della popolazione del Donbass non ha mai nascosto una certa insofferenza verso Kiev, ritenendo che dal 1991 (anno in cui l'Ucraina dichiarò l'indipendenza dall'Urss) le condizioni di vita siano peggiorate.
Non è vero che la guerra è iniziata ora. Semmai si può dire che ha raggiunto il punto più grave in queste settimane ma è dal 2014 che nella regione del Donbass c’è un conflitto in corso. Nel 2014, a Kiev, c’è stata una rivolta contro il presidente Janukovyč, amico dei russi. La popolazione fece una battaglia per chiedere l’adesione all’Unione Europea con manifestazioni nella piazza Maidan. Si crearono degli scontri, ci furono dei morti e il presidente venne cacciato.
A quel punto la Russia, per rispondere a questa iniziativa, si prese la penisola della Crimea, nel sud dell'Ucraina. Da quel momento è partita la mobilitazione anche del Donbass: gruppi militari delle regioni di Lugansk e Donetsk sono riusciti in breve tempo a prendere il controllo di parte della regione, grazie all'appoggio occulto di Putin che ha fornito denaro e armi. Così è stata proclamata la nascita della Repubblica Popolare di Donetsk e la Repubblica Popolare di Lugansk che sono indipendenti dall’Ucraina.
Dopo 13mila morti, città abbandonate e migliaia di civili in fuga, gli scontri si sono fermati – almeno ufficialmente – con gli accordi di Minsk, siglati nel 2015 da Russia e Ucraina. Gli accordi prevedevano il ritorno delle regioni ribelli all'Ucraina, in cambio di maggiore autonomia. Ma non sono mai stati rispettati veramente tant’è che ora il conflitto è riesploso.
Nelle ultime ore, Putin ha riconosciuto, senza accordi con nessuno la Repubblica di Donetsk e la Repubblica di Luhansk come russe e ha già fatto entrare i carri armati su quei territori. Di fatto, però, si tratta di una vera e propria invasione, perché quelle due aree sono a tutti gli effetti dell’ Ucraina. In questo modo gli accordi di Minsk sono saltati.
Nella notte tra mercoledì 23 e giovedì 24 febbraio 2022, alle 4,27 ora italiana il presidente russo ha annunciato l’operazione militare mentre il consiglio ONU era ancora in corso. L’ha definita una “operazione speciale per smilitarizzare l’Ucraina”. Mosca ha fatto sapere di aver “soppresso il sistema di difesa anti aerea” ucraino con attacchi di precisione. Putin vuole impedire all’Ucraina di difendersi. I carri armati russi sono entrati nella capitale e in altre città. Gli ucraini stanno scappando.
mercoledì 2 marzo 2022
Perché c’è in atto una guerra tra la Russia e l’Ucraina? Cosa può accadere al mondo nelle prossime settimane?
A scuola si studiano la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, gli ultimi conflitti che hanno sconvolto l’Europa. Un altro scontro, vicino ai nostri confini, si è consumato nei Balcani (in particolare in Serbia, Bosnia, Croazia e Kosovo) nei primi anni Novanta. Se chiedete a mamma o papà, ricorderanno ancora le immagini della città di Sarajevo assediata. Da allora non si sentiva più parlare di una guerra così vicina a noi come in questi giorni in cui c’è una crisi alle porte dell’Europa, in Ucraina. Ma cosa sta succedendo in questo Stato al confine con la Russia, la Bielorussia, la Polonia, la Slovacchia, l’Ungheria, la Romania e la Moldavia? Perché c’è in atto una guerra tra la Russia e l’Ucraina? Cosa vuole il presidente russo Vladimir Putin? Cosa può accadere nelle prossime settimane?
DOV'È E COSA RAPPRESENTA IL TERRITORIO UCRAINO
L’Ucraina è il Paese da dove vengono molte delle donne che si occupano dei nostri nonni. Forse avete sentito parlare di questo luogo proprio perché avete in casa una di queste persone. In realtà la maggior parte delle badanti viene da una sola città dell’Ucraina: Leopoli. Altro motivo per cui, in passato, si è parlato di Ucraina è il disastro alla centrale nucleare di Černobyl', una località a circa cento chilometri a nord di Kiev, la capitale del Paese: quell’incidente avvenuto nella notte del 26 aprile 1986, provocò e continua a provocare, a causa della diffusione della nube tossica, gravi malattie nella popolazione.Kiev dista poco meno di tre ore da Milano. La capitale, è una città molto ricca, con molti negozi di lusso, un bellissimo centro storico, tantissimi giovani che studiano e che si divertono nei tanti locali alla moda che esistono. Fuori dalla capitale si vive ancora come se fossimo negli anni Cinquanta in Italia: ci sono villaggi di agricoltori con case che hanno un bagno all’esterno; macchine vecchie e molti orfanatrofi. L'Ucraina è divisa in 24 regioni e una repubblica autonoma: la Crimea. Tra queste regioni c’è il Donbass, la zona di cui si parla in queste ore.
COS'È IL DONBASS?
Il Donbass – che significa "bacino del Donec" – è un'area dell'Ucraina orientale suddivisa in tre regioni: quella di Donetsk, che è la città principale; quella di Luhansk e quella di Dnipropetrovsk. Da qui, Kiev è distante 700 chilometri. In questa zona tutto, o quasi, è a predominanza russa: dalla lingua alla chiesa.Nel Donbass ci sono cinque milioni di persone e un milione ha il passaporto russo. Nelle regioni di Luhansk e Donetsk, vivono in maggioranza persone che si sentono separate dall’Ucraina, infatti si definiscono “separatisti”. Lì, parlano la lingua russa e guardano il campionato di calcio russo. A scuola si studia la versione sovietica della storia. In televisione i canali trasmettono programmi in lingua russa. Per molti italiani, il Donbass è familiare grazie alla squadra di calcio, lo Shakhtar Donetsk, che negli ultimi 10 anni ha disputato quasi sempre la Champions League. Quest'anno, il club ha ingaggiato un allenatore italiano, Roberto De Zerbi.
martedì 1 marzo 2022
NO ALLA GUERRA!!!
Nella sua fabbrica padron Palanca faceva le bibite con gli scarti del petrolio. Ma nessuno comprava quelle bibite perché erano nere e facevano venire il mal di pancia. Allora inventò un bel carosello per convincere la gente. Tutti bevevano e lui diventò ricco, ricchissimo, quasi come il re.I ricchi sono sempre amici dei re e anche padron Palanca lo diventò. Una sera andò a cena nel suo castello e gli disse: «Facciamo una grande guerra! Io ti costruirò la strabomba e tu mi darai cento stramilioni. Io diventerò il più ricco del mondo e tu il re di tutta la terra.»
«Bene» disse il re. «Ma come si fa convincere la gente a fare la guerra per noi? »
Ci penso io» disse padron Palanca. Diventò capo della TV e fece un telegiornale bello come carosello e tutte le sere diceva: «È bello combattere e morire per me e per il re.»
E la gente credeva alle sue parole bugiarde come beveva le sue bibite nere. Intanto padron Palanca nella sua strafabbrica nuova costruiva la strabomba, gli aeroplani, i carri armati, i fucili, e tutto quello che occorreva per fare la grande guerra. E vendette tutto al re per cento stramilioni.
Il giorno della guerra la gente, in piazza guardava sul teleschermo il re e il generale Palanca. Il generale diceva: «La guerra è incominciata. Fra poco vedrete l’aereo che sgancia la strabomba sul nemico che non sa niente. Noi siamo più forti e vinceremo.Viva me e viva il re.»
L’aereo era arrivato sulla città più grande del mondo. Il generale ordinò: «Butta la strabomba.»
Il pilota guardò giù e vide i bambini che giocavano. E pensò: «se sgancio li ammazzo!»
E volava, volava, sulla città che brillava al sole. E non ubbidiva.
«Butta la strabomba sul nemico!» urlò il re arrabbiato.
Il pilota volava e diceva: «Vedo solo bambini e gente che lavora… il nemico non lo vedo… il nemico non c’è».
Il re e il generale gridarono: «Sono loro il nemico! Sgancia e distruggili». Ma il popolo e i soldati urlarono tutti insieme: NO! Urlarono tanto forte che il pilota li sentì.
Allora tornò indietro, volò sul castello e disse al re: «La bomba la butto addosso a te!»
Insieme al generale il re scappò e da quel giorno un’altra storia incominciò.
In tutta la terra una storia senza guerra.
di Mario Lodi
domenica 27 febbraio 2022
giovedì 24 febbraio 2022
martedì 22 febbraio 2022
22/02/2022
OGGI È UN GIORNO PALINDROMO!
Ma cosa significa?
Se leggiamo solo i numeri da sinistra verso destra o da destra verso sinistra, non cambia niente ... l'ordine delle cifre è sempre lo stesso.
In matematica i NUMERI PALINDROMI sono quelli che hanno questa particolare caratteristica: se letti in un senso o nell'altro rimangono sempre uguali!
Ecco alcuni esempi di numeri palindromi:
545 1221 919 636 202...
Ma non è finita! anche in italiano ci sono PAROLE PALINDROME!
Le parole palindrome, come i numeri, possono essere lette da sinistra verso destra o da destra verso sinistra e non cambiano!
Eccoti alcuni esempi:
ANNA RADAR OSSO EMME OTTO
E se vogliamo proprio esagerare possiamo pensare anche a FRASI PALINDROME!
Prova a leggerle sia da sinistra a destra o da destra a sinistra:
IO VADO DA VOI I RE SONO SERI I BAR ARABI...
Divertente vero?
Prova a cercare o inventare anche tutti numeri, parole, frasi palindrome e...
BUON DIVERTIMENTO!!!
giovedì 17 febbraio 2022
17 febbraio 1922 - 17 febbraio 2022
#centenariomariolodi
"Io penso che i due mostri più pericolosi sono le cattive tv e la guerra. Noi li possiamo vincere con queste armi: quando sul teleschermo appaiono scene orribili e violente, possiamo impugnare l'arma del telecomando e spegnere. Io l'ho fatto e sono contento: invece di guardare il mondo dentro la scatola, lo guardo nella realtà: parlo con le persone chi mi rispondono, che mi sorridono, che sono vere.
Per vincere la guerra bisogna costruire la pace un poco al giorno cercando di essere gentili con gli altri, di aiutare chi soffre.
Dentro di noi ci sono due forze: una cattiva che ci suggerisce la violenza e una buona che ci suggerisce la non violenza. Io ho fatto la mia scelta, e voi?" Mario Lodi
giovedì 10 febbraio 2022
GIORNATA DEL RICORDO
Nel 2004 il Parlamento italiano ha istituito per il 10 febbraio il Giorno del ricordo, un momento di riflessione per commemorare le migliaia di italiani morte in quella che la storia chiama “le foibe”.
CHE COSA SONO LE FOIBE?
Si chiamano foibe le cavità naturali, profonde anche centinaia di metri, che esistono nella regione del Carso, a cavallo tra il Friuli-Venezia Giulia e le odierne Slovenia e Croazia. Lì, a partire dal crollo del regime fascista nel 1943, furono compiuti massacri contro la popolazione italiana ad opera dei partigiani (sostenitori) comunisti iugoslavi del maresciallo Tito, il rivoluzionario filo sovietico (ossia amico dell'Unione Sovietica) che, con la fine della Guerra mondiale, sarebbe diventato dittatore della Iugoslavia fino al 1980 (la Iugoslavia è la regione occidentale della penisola balcanica ed è esistita come stato indipendente fino al 2003).
Secondo quei partigiani tutti gli italiani erano fascisti o contrari al regime comunista perciò, senza andare per il sottile, tutti gli italiani non comunisti che vivevano in Istria e in Dalmazia (due zone del Friuli Venezia Giulia) furono trattati come “nemici del popolo”, torturati e poi gettati nelle fosse naturali chiamate foibe con una procedura terrificante che non vi raccontiamo.
Non si sa con esattezza quanti italiani furono uccisi in modo così barbaro ma, secondo alcuni storici, forse anche 10mila persone se non di più. Vediamo l'origine di questa violenza cieca.
lunedì 7 febbraio 2022
Fu istituita nel 2004 dall’ Unione Europea. Tale festa ricorre il secondo giorno della seconda settimana di Febbraio di ogni anno.
A livello comunitario l'iniziativa è coordinata dalla rete Insafe. Nei singoli Paesi membri dell'UE(Unione Europea), le iniziative volte a promuovere un uso consapevole della rete fanno capo ai rispettivi Safer Internet Center nazionali. In Italia, tale funzione è svolta dal progetto Generazioni Connesse coordinato dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca che dal 2012 unisce in un Consorzio l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Polizia Postale e delle Comunicazioni, Save the Children Italia, Telefono Azzurro, l'agenzia stampa DIRE, la Cooperativa E.D.I., il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi, l'Università La Sapienza di Roma, l'Università degli Studi di Firenze, il Movimento Difesa del Cittadino.
Il simbolo della giornata è un nodo blu, che ci aiuta a ricordare di essere tutte e tutti uniti a occuparci di questo fenomeno, per impedire gli atti che possono ferire le persone che ci stanno vicino.
venerdì 4 febbraio 2022
CALZINI SPAIATI
nella scuola di Carisolo
"La parola diversità non mi piace, ha in sé qualcosa di comparativo e una distanza che non mi convince. Ho cercato un termine per sostituirla e ho trovato unicità, mi piace, piace a tutti, perché tutti noi siamo capaci di notare l'unicità dell'altro e tutti pensiamo di essere unici. ma per comprendere e accettare la propria unicità è necessario capire di cosa è fatta, di che cosa siamo fatti noi, certamente delle cose belle, ambizioni, valori, convinzioni, talenti"
CALZINI SPAIATI
La giornata dei Calzini Spaiati è una festività che ci ricorda quanto sia importante la diversità.
Nella giornata dei Calzini Spaiati sarebbe bello diffondere tra grandi e piccini lo spirito dell’amicizia e dell’ accoglienza segnalando che ‘’diverso’’ non è necessariamente sinonimo di brutto o cattivo. É importante guardare all’altro senza giudicare, imparando a considerarlo speciale proprio per la sua unicità.
Nella nostre scuola si sta lavorando tutti insieme per evidenziare proprio questa festa.